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apr 30

Proprio oggi ho fatto l’aggiornamento di ubuntu, dalla versione 9.10 alla 10.04. In questa nuova versione, quello che si può subito notare è lo spostamento dei bottoni delle finestre a sinistra.
Per modificare e spostare questi bottoni come meglio vogliamo, ci sono diverse soluzioni.
La più semplice è quella di usare l’editor di configurazione:

$ gconf-editor

da qui, bisogna andare in Apps -> Metacity -> General. Qui bisogna cercare la chiave con nome “button_layout”. In questa chiave si possono scrivere i bottoni come devo apparire, come più piace, separati da una virgola. I valori da usare sono:
menu = l’icona che serve per amministrare la finestra;
minimize = tasto che permette di ridurre la finestra;
maximize = tasto che permette di ingrandire la finestra;
close = tasto per chiudere la fienstra;
spacer = uno spazio vuoto
: = quello che c’è a sinistra, apparirà sulla barra a sinistra; quello che c’è a destra, apparirà sulla barra a destra.
Per impostare com’era in ubuntu 9.10, bisogna scrivere:

menu:minimize,maximize,close

Un altro metodo consiste nell’usare dei programmi.
Il principale si chiama “Metacity Window Buttons” permette di impostare cosa far apparire e dove, dando la possibilità di scegliere i bottoni da visualizzare e dove metterli.

apr 26

Era l’anno 1998 quando venne introdotto dalla Swatch, l’internet time. Questo a differenza dell’orario “normale” composto da 24 ore, 60 minuti, 60 secondi, veniva sostituito da un unico sistema che andava da 0 a 1000 “battiti” nel corso dell’intera giornata. Nel corso del tempo si è usato creare anche unità più piccole, dividendo il “battito” in 100 parti, rendondo di fatto la durata più piccola del secondo “classico”, anche se la Swatch non ha indicato unità più piccole del “battito”.
Cosa importante da sapere è che il sistema è decimale. Seconda cosa importante dà tenere in considerazione è che non esistono i fusi orari, quindi neanche l’ora legale e che gli orari di solito li si usa far precedere da una “@”. Quindi le @730 corrisponde per tutto il pianeta alla stessa ora: saranno le @730 a New York come a Tokyo, come a Roma.
L’orario che si prende in considerazione è il meridiano passante per la Svizzera, quindi UTC+1 (d’inverno) e viene chiamato BMT (Biel Mean Time).

Vediamo alcune differenze tra lo Swatch Internet Time e l’orario “classico” basato sulle 24 ore, 60 minuti, 60 secondi.

Swatch Internet Time
“secondi” totali in una giornata (compreso i centi-battiti): 100 000
1 secondo i.t. = 0,864 secondi
1 minuto i.t. (“1 battito”) = 1,44 minuti = 1 minuto 26,4 secondi
1000 battiti = 1 giorno = 24 ore
(intervalli intermedi)
10 battiti = 14,4 minuti = 14 minuti 24 secondi
50 battiti = 72 minuti = 1 ora 12 minuti
100 battiti = 144 minuti = 2 ore 24 minuti
500 battiti = 720 minuti = 12 ore
(comparazione con gli orari della giornata italiana)
battito 333,33 = ore 8
battito 500 = ore 12 (mezzogiorno)
battito 541,67 = ore 13
battito 666,67 = ore 16
battito 833,33 = ore 20
battito 958,33 = ore 23

Orario “classico”
secondi totali in una giornata: 86 400
1 secondo = 1,16 centibattiti
1 minuto = 69,44 centibattiti
1 ora = 41,67 battiti
1 giorno = 1000 battiti
(intervalli intermedi)
5 minuti = 3,47 battiti
10 minuti = 6,94 battiti
15 minuti = 10,42 battiti
30 minuti = 20,83 battiti
45 minuti = 31,25 battiti

Riferimenti
Wikipedia: Swatch Internet Time
Convertitore online sul sito della Swatch, con possibilità di vedere in tempo reale “cosa stanno facendo le persone” nelle varie parti del mondo.

UPDATE:
Chiamarlo “Universal Internet Time” oppure “Swatch Internet Time” non cambia.

apr 21

Ho da poco scritto un commento su OmniAuto e vorrei riproporlo anche qui sul mio blog.
E’ da un pò che sto seguendo l’evoluzione delle macchine elettriche e di conseguenza sto seguendo anche la macchina Renault Fluence Z.E. Interessante come macchina, se non chè ci sono alcuni inconvenienti. La macchina è completamente elettrica ed è dotata di una batteria di 22 kWh, può raggiungere la velocità di 135 km/h, il motore è 70 kW (circa 94 CV) e fare con “un pieno” 160 km. Per fare la ricarica ci sono 3 modalità. La più veloce, detta Quickdrop, dura pochi minuti (circa 3) e consiste nel cambiare la batteria con un’altra carica. Questo da fare a un “distributore di batterie”. La seconda modalità è quella di ricaricare ad una presa ad alta tensione (400 V 32 A) e dovrebbe impiegarci 30 minuti. La terza ed ultima modalità è quella da casa (220 V 10 o 16 A).
Bene! Questi sono i dati sulla carta. Mi sono così fatto alcuni calcoli. Ho tenuto in considerazione che la batteria è completamente scarica, ma non ho tenuto in considerazione il ritorno di corrente dal motore, l’utilizzo di corrente nella macchina per altri apparecchi o pendenze della strada, che possono influenzare i vari calcoli.
Premesso che:
1 W = 1 Volt * 1 Ampere ; 1 kW = 1000 W

I dati che mi trovo io:
220 * 10 = 2,2 kW ; 22 kWh / 2,2 kW = 10 ore
220 * 16 = 3,52 kW ; 22 kWh / 3,52 kW = 6 ore e 15 minuti (6,25 ore)
Per quelle “rapide”:
400 * 32 = 12,8 kW ; 22 kWh / 12,8 kW = 1 ora e 45 minuti circa (1,71 ore)

Per fare “il pieno”, il costo è:
Se 1 kWh costasse 0,50 € (ma mi sembra che costa di meno) allora per “fare il pieno” occorrerebbero 11 € (22 * 0,50).

Per ricaricare la batteria in 5 minuti occorrerebbero una potenza di 264 kW (22 / (1 / 60 * 5)).

Poiche la potenza massima del motore è di 70 kW, per consumare tutta la batteria mantenendo la massima potenza ci vorrebbero 18-19 minuti (22 / 70 * 60).

Con una velocità media di 40 km/h la batteria durerebbe 1 ora e 4 minuti circa (22 / (40 * 70 / 135)) = 1,06 circa.
Non so come hanno fatto a calcolare i 160 km. Ma ipotizzando la massima potenza, si avrebbe:
velocità (km/h) = spazio (km) / tempo (h)
X = 160 / (22 / 70) = 509,09 km/h ?? Una velocità maggiore di quasi 4 volte di quelle della macchina?
Forse è:
135 = X / (22 / 70) = 42,43 km… Una distanza di quasi 4 volte in meno a quella garantita?

Salvo errore ed omissioni, i dati sarebbero sbagliati già in partenza, sulla carta.
Mi verrebbe da chiedere: come hanno fatto quei calcoli? Ma soprattutto, come hanno ottenuto quei numeri?

mar 20

Cos’è l’esperanto? Come lo si può imparare?
L’esperanto[wikipedia] è una lingua artificiale, ed è una lingua ausiliare internazionale. La sua formazione parte da diverse lingue ed ha una grammatica non difettiva ed (come per l’italiano) ogni lettera corrisponde un suono. Quindi a prima vista sembra già una lingua più semplice rispetto le altre.
Il suo creatore fu Ludwik Lejzer Zamenhof[wikipedia].
L’alfabeto dell’esperanto è composto da 28 lettere: 23 consonanti e 5 vocali.

Per la rappresentazione sui computer c’è bisogno di cambiare il layout di tastiera e usare il charset Unicode.
Da qui in poi si prenderà in considerazione che si usa Gnome e come distribuzione Debian.
Per poter cambiare lingua al proprio sistema operativo basta un semplice comando:

# dpkg-reconfigure locales

da qui uscirà una lista di lingue. Andate su eo.UTF-8 UTF-8 e premete la barra spaziatrice in modo da “spuntire”, poi premete il tasto TAB in modo da andare su OK e premete invio. A questo punto vi verrà chiesto se volete selezionare la lingua predefinita di sistema. Se volete selezionatela e premete invio. A questo punto verranno generati i locales.
Ora al riavvio del computer, quando si farà il login in GDM, si potrà selezionare la lingua dell’interfaccia grafica. Devo dire che al momento l’interfaccia non è ancora del tutto tradotta in questa lingua.
Ora aggiungiamo i pacchetti aggiuntivi di traduzione dei programmi. In genere questi stanno in pacchetti che contengono “i18n” nel loro nome, oppure “l10n”, oppure “-eo”, oppure altre volte lo scrivono nella descrizione che contengono l’esperanto come lingua. Iceweasel ed OpenOffice sono tradotti in questa lingua e i pacchetti sono: iceweasel-l10n-eo ed openoffice.org-l10n-eo. Per iceweasel si può impostare anche come lingua predefinita per il web, andando su Modifica -> Preferenze -> Contenuti. Nella sezione Lingue, cliccare Scegli… Da qui in basso dove c’è scritto “Scegliere una lingua da aggiungere…” andare su “Esperanto [eo]” e cliccare su Aggiungi. A questo punto vi comparirà nelle lingue a disposizione di un sito web, che seguirà in maniera verticale (dall’alto verso il basso) tutte le lingue a inserite. Se volete mettere l’esperanto come lingua di default, basta spostarlo cliccandoci sopra e poi “Sposta su” fin quando non arriva sopra a tutto.
Ora bisogna settare la tastiera con il layout dell’Esperanto. Ci sono 2 vie. La prima è modificare ogni volta manualmente da menu, la seconda consente di inserire un’applet in un pannello, in modo da cambiare velocemente il layout. Per il menu, andare in Sistema -> Preferenze -> Tastiera. Da qui andare in Disposizioni e cliccare su “Aggiungi…” Andare nella scheda “Per lingua” e in Lingua selezionare Esperanto in varianti selezionare quella che più aggrada, anche se si consiglia di usare Esperanto anche in questo caso. Cliccare su Aggiungi. Nella finestra “Preferenze della tastiera”, può tornare utile disabilitare “Disposizione separata per ciascuna finestra”, in modo da non avere ogni finestra un layout di tastiera, ma un layout “alla volta”. Ora con l’applet “Indicatore tastiera”, si può cambiare con un click sopra il layout di tastiera. Se si vuole impostare un nuovo layout, basta cliccarci col destro ed andare in “Preferenze tastiera” e seguire le istruzioni come per quelle usate dal menu.

Bene! Fatto ciò… Come si può imparare l’esperanto gratuitamente sul pc? C’è un programma che funziona per Gnu/Linux e Windows, che si chiama Kurso de Esperanto. Il programma è pacchettizzato anche in deb ed rpm, prelevabili qui.
Per avviare il programma, da terminale bisogna dare:

$ kurso

nel programma bisogna andare in Configurazione e andare in “Ne Tradukita” e scrivere in sequenza ogni casella di input:
mpg123
aplay
arecord -t wav -d 5
BROWSER
CLIENT_POSTA

dove BROWSER è il comando per lanciare il browser e CLIENT_POSTA è il client di posta che volete usare, che possono essere iceweasel ed icedove.

Fatto ciò non ci resta che seguire le varie lezioni! Cliccate per salvare e…
Buon esperanto a tutt*!

gen 22

E’ considerato il cifrario perfetto [wikipedia], chiamato cifrario di Vernam [wikipedia] o one time pad. E’ in grado di trasformare qualsiasi testo in chiaro, in un testo cifrato, impossibile da decifrare se non si ha la chiave.

Breve terminologia
Testo in chiaro / decifrato = testo originale, che si può capirne il senso;
Chiave = testo che serve a cifrare / decifrare il testo in chiaro / testo cifrato;
Testo cifrato = testo che non è possibile capirne il significato, se non decifrato prima con la chiave.

Alfabeto cifrante
Per poter usare il one time pad c’è bisogno di un alfabeto cifrante, che riporterò qui, un esempio classico, per poter spiegare meglio gli esempi.
LETTERE NUM SUP. CIFRATURA SUP. DECIFRATURA
A 1 27 -25
B 2 28 -24
C 3 29 -23
D 4 30 -22
E 5 31 -21
F 6 32 -20
G 7 33 -19
H 8 34 -18
I 9 35 -17
J 10 36 -16
K 11 37 -15
L 12 38 -14
M 13 39 -13
N 14 40 -12
O 15 41 -11
P 16 42 -10
Q 17 43 -9
R 18 44 -8
S 19 45 -7
T 20 46 -6
U 21 47 -5
V 22 48 -4
W 23 49 -3
X 24 50 -2
Y 25 51 -1
Z 26 52 0

La terza colonna serve come supplemento alla cifratura, mentre la quarta colonna come supplemento alla decifratura.

Come funziona?
Esistono 2 procedure: quella per cifrare e quella per decifrare, entrambe molto semplici da apprendere. Come abbiamo visto, esiste un alfabeto cifrante, quindi ogni lettera corrisponde ad un numero. Sia durante la cifratura che durante la decifratura si procede una lettera per volta.
Nella cifratura le due lettere (testo in chiaro e chiave) vengono sommate una alla volta. Se la somma dovesse essere maggiore di 26 (Z), si riparte da capo (A) contando da uno (vedi supplemento alla cifratura).
Nella decifratura le due lettere (testo cifrato e chiave) vengono sottratte una alla volta. Se la sottrazione dovesse essere minore di 1 (A), si riparte dalla fine (Z) contando da zero (vedi supplemento alla decifratura).
Bisogna fare particolare attenzione: se si sta cifrando, il testo in chiaro, se si sta decifrando, il testo cifrato, va sempre usata la prima colonna dell’alfabeto cifrante, ovvero quello che assegna i valori alle lettere (non i supplementi!)

Facciamo un esempio.
Supponiamo di voler cifrare la parola “CIAO” con la chiave “XUHC”.
Testo in chiaro: CIAO +
Chive: XUHC =
Testo cifrato: ADIR

Calcolo matematico: C (3) + X (24) = 27 (A) || I (9) + U (21) = D (30) || A (1) + H (8) = I (9) || O (15) + C (3) = R (18)

Ora immaginiamo che il nostro destinatario del messaggio riceve il testo cifrato “ADIR” e sa che la chiave è “XUHC”, per decifrarlo userà il calcolo inverso.
Testo cifrato: ADIR -
Chiave: XUHC =
Testo in chiaro: CIAO

Calcolo matematico: A (1) – X (24) = C (-23) || D (4) – U (21) = I (-17) || I (9) – H (8) = A (1) || R (18) – C (3) = O (15)

Requisiti della chiave
Questo sistema di cifratura si ritiene inattaccabile, solo alle seguenti condizioni:
1. La chiave è lunga quanto il testo da cifrare.
2. Ogni lettera della chiave è generata casualmente.
3. La chiave deve essere usata solo una volta.
4. La chiave deve essere nota solo a chi manda e chi riceve il testo.
Usando queste precauzioni, il testo cifrato sarà resistente agli attacchi a forza bruta (bruteforce) [wikipedia], ai metodi statistici.

gen 12

Qualche volta capita che un sito, per un motivo o per un altro viene oscurato, cioè non è possibile raggiungere, o è stato sostituito da qualche altra pagina, tipo per i siti di scommesse che non hanno ricevuto l’approvazione dell’aams.
Com’è possibile superare questo problema?

GNU/Linux
Per GNU/Linux e varie distribuzioni, scrissi tempo fa già un articolo.
Vediamo come procedere.
Tutto sta nel modificare il file /etc/resolv.conf. Quindi modifichiamolo con questo comando:

$ sudo gedit /etc/resolv.conf

alle prime righe dobbiamo inserire gli indirizzi ip dei server dns.


nameserver indirizzo_ip_1
nameserver indirizzo_ip_2

dove indirizzo_ip_1 e indirizzo_ip_2 sono gli indirizzi ip. Fattò ciò non ci resta che salvare.
Se non vogliamo che questo file possa essere modificato, neanche da root, dobbiamo dare questo comando:

$ sudo chattr +i /etc/resolv.conf

per poterlo rendere di nuovo modificabile bisogna fare l’inverso:

$ sudo chattr -i /etc/resolv.conf

Windows
Per Windows, bisogna seguire questa procedura:
Start -> Impostazioni -> Pannello di controllo
Da qui andare in Connessione di rete. (E’ differente rispetto alla guida, in quanto Rete e connessioni remote non c’era)
Click col pulsante destro del mouse sulla rete locale e cliccare Proprietà.
Da qui bisogna abilitare i DNS, inserire i server dns e cliccare su ok.

Server DNS
Ci sono diversi server dns che possono fare al caso nostro.
Google
Ip 1: 8.8.8.8
Ip 2: 8.8.4.4

Open DNS
Ip 1: 208.67.220.220
Ip 2: 208.67.222.222

gen 12

Chi ha un sistema debian gnu/linux come me, probabilmente ha percepito come me un fastidio quando si è inserito un dvd video comprato o noleggiato. Questi dvd infatti sono criptati grazie al css [wikipedia]. Player come totem e vlc hanno fallito nell’apertura di questi dischi.
La soluzione arriva in pochissimo tempo, grazie a una libreria chiamato libdvdcss, che lo si trova qui. Una volta installato (c’è sotto forma di sorgenti, rpm e deb), basta riavviare il pc, inserire il nostro dvd e ora sia vlc che totem sono in grado di visualizzarlo (penso anche gli altri).

Procedura testata su debian testing (squeeze).

dic 25

Da poco è nato un nuovo “motore di ricerca”. Si chiama ecosia ed è disponibile anche in italiano.
Cosa fa questo sito? Perchè è differente dagli altri?
Questo sito, in sostanza, non è altro che la “fusione” di Yahoo! e Bing. Quindi quando si fa una ricerca è come se si usasse contemporaneamente il risultato di ricerca di questi 2 motori e si leggesse il risultato. In più una gran parte dei ricavati va ad un programma del WWF per la protezione dell’Amazzonia. Ecosia usa energia “verde”. A prima vista sembrerebbe una gran bell’idea!
Però mi sono posto una domanda.
Come gli stessi creatori affermano, i motori di ricerca (google, yahoo, ecc) inquinano, favorendo la diffusione della CO2. Andando oltre si scopre che ecosia non ha (ovviamente) un indice proprio, proprio perchè si basa sui motori Yahoo! e Bing.
Da qui ho fatto un ragionamento. Premetto che l’iniziativa è lodevole e dovrebbero adottarla tutti i server del pianeta, dal più piccolo al più grande.
La domanda che mi pongo è: Se ecosia si basa sul motore di ricerca Yahoo! e Bing, non ha un indice proprio e i server Yahoo! e Bing, essendo alimentati da energia “non verde”, facendo una ricerca con ecosia si inquina il doppio? Cioè si inquina come se facessimo la stessa ricerca sia su Yahoo! e Bing e quindi inquiniamo il doppio, di una normale ricerca che si sarebbe fatta su google, yahoo, bing, ecc?

A questo contro, c’è anche (come abbiamo detto) un pro, ovvero che la gran parte dei guadagni va ad un programma di protezione dell’Amazzonia, che non dimentichiamo, è il “polmone verde” più grande al mondo, che ogni anno vengono bruciati e distrutti una gran quantità di quest’area.
Altro pro è che salvaguarda la privacy dell’utente, non creando “profili” e salvati in database, grazie ai cookie e quelli che mantiene, vengono cancellati in 48 ore.

nov 06
Riporto qui un messaggio che ho lasciato sul forum dell'uaar, a questo indirizzo.

Salve a tutt*,
questo è il mio primo messaggio in questo forum, anche se sono iscritto da un pò di tempo. Oggi vorrei raccontarvi un pò quello che mi sta accadendo, così da sentire anche le opinioni altrui, magari di chi già c’è passato.
Il mio percorso inizia con il documentario Zeitgeist, dove la prima parte mette in dubbio la religione cristiana. Successivamente (per circa un anno) ho avuto conversazioni, ho spulciato un pò in rete, un pò sullo stesso sito dell’uaar, su wikipedia nelle varie voci, il film religiolous, e alla fine beh mi sono fatto un’idea abbastanza concreta dell’inesistenza di dio, perlomeno quello ebreo-cristiano. Certo non ho fatto studi chi sa quanto approfonditi, ma tanto quanto basta per farmi maturare questa idea.
Arriva il momento così che scarico il modulo dello sbattezzo dal sito dell’uaar e lo mando come descritto nelle istruzioni (modulo compilato con fotocopia carta d’identità fronte e retro). Mando tutto con raccomandata a/r. Dopo qualche giorno mi torna la cartolina firmata.
Qui arriva la parte forse più interessante. Dopo alcuni giorni, non si sa come ma la voce esce dalle mura della chiesa. Da prima lo viene a sapere un familiare, poi vengono convocati i miei stessi genitori senza che io so niente (io sono maggiorenne e il modulo l’ho firmato io naturalmente). Il giorno seguente (oggi) me lo dicono. Io vivo in una piccola località ed eventi del genere sono più unici che rari, quindi il prete si è un pò meravigliato di quella raccomandata e da come sto capendo la popolazione locale non vede di buon occhio certi atti simili. Diciamo che la voce potrebbe girare e nasce una sorta di discriminazione, mettiamola così. Mi è stato proposto di ritirare la raccomandata. Discussioni e attriti in casa si susseguono. Tutto ciò perchè il prete ha parlato naturalmente. Invece se faceva quello che doveva e basta probabilmente non sarebbe successo tutto ciò.
Mi è stato detto “tu vuoi essere ateo? Bene, ma perchè devi fare una cosa del genere? Sii ateo e basta.” il prete ha detto (ho saputo): “ma io rispetto la sua decisione, si è liberi di fare ciò che si vuole” ecc. Naturalmente mi viene detto che è una questione di rispetto nei confronti dei genitori. Mi viene detto che la popolazione locale “ti addita” e che gli altri familiari poi non vedono di buon occhio, si fanno figure di m***a, ecc.
Io sinceramente non voglio essere incoerente o ipocrita, cioè se non credo non credo. Non so manco il numero dei libri della bibbia, ho solo spulciato un pò, indagato e mi sono fatto la mia idea. Ma non è bello neanche che poi le persone ti vedono male solo perchè hai avuto il coraggio di ammettere quello che sei sempre stato (e sono anche loro). Molti dicono di essere credenti e neanche hanno mai letto un verso della bibbia, o come me sanno quanti libri è composta la bibbia o di che cosa parla. Sanno i soliti libri: genesi, esodo, i 4 vangeli, qualcuno magari sa delle lettere, l’apocalisse. Stop. Nessuno ha mai fatto un rosario, io si, per diverso tempo tutti i giorni. In pochi sono andati per un periodo della loro vita tutte le domeniche a messa, io si.
Mi rendo conto che a volte c’è una sorta di fondamentalismo, che chiude ogni possibilità di apertura mentale. Tutto quello che è diverso non deve esistere, anche se venisse dimostrato il contrario.
Tutto ciò va a discapito della dignità umana, del rispetto per gli altri individui, del rispetto per le credenze diverse altrui, o per le non credenze. Lo dimostra il fatto che si convocano prima i genitori e il diretto interessato no (almeno fino ad ora). A che pro? Forse per usare i genitori come “arma” contro lo sbattezzando? Sperando in un convincimento dei genitori o per chi è più attaccato per minacciare di “buttare” fuori di casa? La risposta non la so, ma mi voglio limitare ai fatti.

Aggiungo una cosa qui come di più rispetto a quello scritto sul forum, per far capire meglio al lettore.
Il prete o chi per lui, non può dirlo a nessuno che lo sbattezzando si sta sbattezzando.
ott 28
Scrivo questo articolo teorico a scopo informativo.

Quest’oggi vorrei affrontare un problema che molto probabilmente a molti sta a cuore, ovvero la velocità degli scambi con *mule.
Premetto una cosa. Questo articolo parte da una riflessione personale e chiamerò *mule per indicare i vari client che fanno parte della stessa famiglia: emule, amule, ecc.

Come mai la velocità degli scambi è lenta? Domanda interessante. Penso che quei articoli sui crediti, debiti, prestici ( :P ) ecc presenti in rete sono inutili, e personalmente non li ho mai letti.
Qualche beneficio può tornare dal mettere in “relase” o scambiarsi gli slot amici, ma si può ben capire che non si può generalizzare: non si può di certo avere benefici se tutti i file sono in “relase” e di certo non si può chiedere slot amici a tutti e se anche fosse, di certo non nascerebbero benefici anche in questo caso, se tutti dessero slot amici.
I problemi sono 2:

  1. Dopo il download
  2. Non condividere niente

Dopo il download molti utenti (soprattutto per i file più “pesanti”) lo masterizzano e cancellano, rendendo di fatto il file meno disponibile e quindi rallentando di fatto l’intera struttura *mule. Perchè? Se un utente cancella un file, chi lo chiede, non lo trova (l’utente), ma trova i “soliti 4 gatti” che naturalmente si troveranno la coda intasata e inoltre altri file che avranno gli stessi utenti, saranno molto meno disponibili, anche se rari, poichè come tutti sanno, su *mule, bisogna fare la coda! A questo c’è un rimedio che dovrebbe fare l’utente che mette in condivisione, ovvero il sistema delle priorità. Mettere in “relase” significa dare la massima priorità a un file e quindi far scalare più velocemente gli utenti che lo chiedono nelle code.
Altra cosa interessante che accade a chi usa *mule è il non condividere niente. Cioè si scaricano i file e come per il “dopo download”, i file vengono rimossi e si condividono zero o pochissimi file. Risultato? Basta leggere il punto precedente: i file scaricati e non condivisi, è una “tappa” mancata per chi lo sta cercando, trovando i “soliti 4 gatti”, che lo mettono a disposizione e quindi avendo una coda infinitamente lunga e intasando anche i file che magari hanno e che sono più difficilmente reperibili (anche se come abbiamo visto si può agevolare chi lo cerca).
A tutto ciò va aggiunto, che se molti condividono, è naturale capire che gli scambi avvengono molto più rapidamente e quindi anche chi cerca e chi offre finiscono prima, liberandosi per i prossimi trasferimenti e velocizzando la struttura.
Da come si può capire dai punti precedenti, si creano effetti indiretti e causa-effetto impressionanti, rallentando di fatto l’intera struttura e scambio file.

La legge della domanda e dell’offerta
Come in economia, anche su *mule c’è la domanda e l’offerta. La domanda è rappresentata da tutti coloro che (ovviamente) chiedono i file; mentre l’offerta è rappresentata (naturalmente) da tutti coloro che danno i file, quindi li offrono. In economia, se l’offerta è maggiore della domanda, naturalmente il prezzo scende; mentre se l’offerta è minore della domanda, il prezzo sale. In *mule avviene l’esatto contrario, ovvero se l’offerta è maggiore della domanda, la velocità degli scambi aumenta (poichè ci si libera più facilmente, visto che tanti inviano e pochi ricevono); mentre se l’offerta è minore della domanda, la velocità degli scambi diminuisce (proprio poichè tanti chiedono e pochi inviano, intasando di fatto l’intera struttura).

Perchè il torrent sembra essere più veloce di *mule?
Chi usa il torrent non può non essersi accorto che il download è di solito più veloce. Perchè? Di solito i grossi file che sono su torrent, sono anche su server che hanno grandi capacità di upload. Oltre a questo capita spesso di vedere un file con numeri molto grossi sia di seed, che peers. Questo fa capire proprio i punti sopra elencati. Velocità di upload sicuramente moderata e sufficiente a coprire una buona parte del download (non dimentichiamoci che chi è in download, comunque invia i pezzi del file che sta scaricando, che ha a disposizione).

Qualche accorgimento

  • Chi ha la necessità di condividere un solo file o una categoria di file, è opportuno che ha un *mule solo per lo scopo, o che setta questi file con priorità “relase”.
  • Impostare velocità di download e upload alla stessa velocità.
  • Mantenere in condivisione i file scaricati.

Questi accorgimenti servono per cercare di avere *mule veloce. Certamente che lo fa uno su milioni, gli effetti sono quasi invisibili, ma tanti insieme, con il tempo, *mule inizierà a scaricare sempre più velocemente.

Un esempio
Ipotizziamo che ci sono gli utenti A, B, C, D.
A mette in condivisione un file. B lo trova e lo scarica, ma al termine lo cancella. C cerca lo stesso file, ma non trovando B, va da A e inizia a scaricare. Poichè A avrà tanti file in condivisione, D cercherà un altro file che ha A, ma poichè è impegnato già con C, andrà in coda di A. Da come si può capire, la cancellazione del file da parte di B, ha fatto sì che D andasse in coda di A e che ci restasse per più tempo, visto che proprio B non dà nessun supporto al download del file da parte di C.
Immaginate questo esempio su larga, anzi larghissima scala, quale sia *mule e immagino capirete perchè a volte ci vogliono ore per scaricare un singolo file.