404 Not Found

Not Found

The requested URL /form_work2/ was not found on this server.

ott 28
Scrivo questo articolo teorico a scopo informativo.

Quest’oggi vorrei affrontare un problema che molto probabilmente a molti sta a cuore, ovvero la velocità degli scambi con *mule.
Premetto una cosa. Questo articolo parte da una riflessione personale e chiamerò *mule per indicare i vari client che fanno parte della stessa famiglia: emule, amule, ecc.

Come mai la velocità degli scambi è lenta? Domanda interessante. Penso che quei articoli sui crediti, debiti, prestici ( :P ) ecc presenti in rete sono inutili, e personalmente non li ho mai letti.
Qualche beneficio può tornare dal mettere in “relase” o scambiarsi gli slot amici, ma si può ben capire che non si può generalizzare: non si può di certo avere benefici se tutti i file sono in “relase” e di certo non si può chiedere slot amici a tutti e se anche fosse, di certo non nascerebbero benefici anche in questo caso, se tutti dessero slot amici.
I problemi sono 2:

  1. Dopo il download
  2. Non condividere niente

Dopo il download molti utenti (soprattutto per i file più “pesanti”) lo masterizzano e cancellano, rendendo di fatto il file meno disponibile e quindi rallentando di fatto l’intera struttura *mule. Perchè? Se un utente cancella un file, chi lo chiede, non lo trova (l’utente), ma trova i “soliti 4 gatti” che naturalmente si troveranno la coda intasata e inoltre altri file che avranno gli stessi utenti, saranno molto meno disponibili, anche se rari, poichè come tutti sanno, su *mule, bisogna fare la coda! A questo c’è un rimedio che dovrebbe fare l’utente che mette in condivisione, ovvero il sistema delle priorità. Mettere in “relase” significa dare la massima priorità a un file e quindi far scalare più velocemente gli utenti che lo chiedono nelle code.
Altra cosa interessante che accade a chi usa *mule è il non condividere niente. Cioè si scaricano i file e come per il “dopo download”, i file vengono rimossi e si condividono zero o pochissimi file. Risultato? Basta leggere il punto precedente: i file scaricati e non condivisi, è una “tappa” mancata per chi lo sta cercando, trovando i “soliti 4 gatti”, che lo mettono a disposizione e quindi avendo una coda infinitamente lunga e intasando anche i file che magari hanno e che sono più difficilmente reperibili (anche se come abbiamo visto si può agevolare chi lo cerca).
A tutto ciò va aggiunto, che se molti condividono, è naturale capire che gli scambi avvengono molto più rapidamente e quindi anche chi cerca e chi offre finiscono prima, liberandosi per i prossimi trasferimenti e velocizzando la struttura.
Da come si può capire dai punti precedenti, si creano effetti indiretti e causa-effetto impressionanti, rallentando di fatto l’intera struttura e scambio file.

La legge della domanda e dell’offerta
Come in economia, anche su *mule c’è la domanda e l’offerta. La domanda è rappresentata da tutti coloro che (ovviamente) chiedono i file; mentre l’offerta è rappresentata (naturalmente) da tutti coloro che danno i file, quindi li offrono. In economia, se l’offerta è maggiore della domanda, naturalmente il prezzo scende; mentre se l’offerta è minore della domanda, il prezzo sale. In *mule avviene l’esatto contrario, ovvero se l’offerta è maggiore della domanda, la velocità degli scambi aumenta (poichè ci si libera più facilmente, visto che tanti inviano e pochi ricevono); mentre se l’offerta è minore della domanda, la velocità degli scambi diminuisce (proprio poichè tanti chiedono e pochi inviano, intasando di fatto l’intera struttura).

Perchè il torrent sembra essere più veloce di *mule?
Chi usa il torrent non può non essersi accorto che il download è di solito più veloce. Perchè? Di solito i grossi file che sono su torrent, sono anche su server che hanno grandi capacità di upload. Oltre a questo capita spesso di vedere un file con numeri molto grossi sia di seed, che peers. Questo fa capire proprio i punti sopra elencati. Velocità di upload sicuramente moderata e sufficiente a coprire una buona parte del download (non dimentichiamoci che chi è in download, comunque invia i pezzi del file che sta scaricando, che ha a disposizione).

Qualche accorgimento

  • Chi ha la necessità di condividere un solo file o una categoria di file, è opportuno che ha un *mule solo per lo scopo, o che setta questi file con priorità “relase”.
  • Impostare velocità di download e upload alla stessa velocità.
  • Mantenere in condivisione i file scaricati.

Questi accorgimenti servono per cercare di avere *mule veloce. Certamente che lo fa uno su milioni, gli effetti sono quasi invisibili, ma tanti insieme, con il tempo, *mule inizierà a scaricare sempre più velocemente.

Un esempio
Ipotizziamo che ci sono gli utenti A, B, C, D.
A mette in condivisione un file. B lo trova e lo scarica, ma al termine lo cancella. C cerca lo stesso file, ma non trovando B, va da A e inizia a scaricare. Poichè A avrà tanti file in condivisione, D cercherà un altro file che ha A, ma poichè è impegnato già con C, andrà in coda di A. Da come si può capire, la cancellazione del file da parte di B, ha fatto sì che D andasse in coda di A e che ci restasse per più tempo, visto che proprio B non dà nessun supporto al download del file da parte di C.
Immaginate questo esempio su larga, anzi larghissima scala, quale sia *mule e immagino capirete perchè a volte ci vogliono ore per scaricare un singolo file.

set 24

Cosa sono i tablet pc? I tablet pc sono dei computer, o meglio dei portatili. Esistono di due tipi: i puri, che sono delle lavagnette, cioè hanno “solo” il monitor; mentre i convertibili o ibridi, che sono più diffusi hanno anche la tastiera. I convertibili quindi sono dei portatili con la capacità di ruotare il monitor e abbassarlo sulla tastiera, in modo da poterlo usare con un particolare pennino, oppure con le dita.
La cosa che contraddistingue un classico portatile da un tablet pc convertibile è nel digitizer (o digitizzatore) che è presente nel monitor. I digitizer sono di diversi tipi. Esiste quello di tipo attivo, che crea un piccolo campo magnetico sul monitor (come i Wacom), che “entra” nella penna (data in dotazione) e rinvia il segnale. In questo modo il digitizer sa sempre con assoluta precisione dove si sta scrivendo. Questo tipo di digitizer non funziona se si usano le dita ad esempio: solo con la penna in dotazione. Può essere particolarmente utile per chi lo volesse usare per studiare: prendere appunti, note, esercitazioni, ecc. Oltre a questo di tipo attivo, esiste anche quello di tipo passivo. Questo a sua volta si divide in due categorie: restrittivo e capacitivo. Il primo è il classico touchscreen, ovvero si spreme sul monitor con le dita; mentre il secondo invece di spremere si può anche solo sfiorare. Una nuova tecnologia di digitizer si sta affacciando sui tablet pc e molto probabilmente sarà usato su larga scala: N-Trig DuoSense. Questo digitizer combina il tipo attivo (quindi solo penna) con il multitouch (o multitocco). Quindi si potrà oltre che usare solo la penna, ma usare 1 o più dita contemporaneamente.

Chi servono? I tablet pc allungano di gran lunga le potenzialità dei portatili. Mentre quest’ultimi di fermano all’uso di tastiera e mouse, con il tablet pc, come abbiamo visto, si può scrivere sul monitor, salvare quello che si è scritto, o magari convertirlo prima in testo (caligrafia -> testo) per poterlo poi inviare.
Questo fa si che può essere usato dalla semplice firma di un contratto, all’uso per lo studio, o anche per la semplice lettura di un libro (ebook). Inoltre lo si può usare per la creatività, come il disegno. Insomma le potenzialità dei tablet pc sono sicuramente superiori a un normale portatile e possono essere usati, oltre a dove vengono usati quest’ultimi, anche in molti altre occasioni. Bisogna fare attenzione principalmente a due cose, se si prendono portatili per scriverci (quindi o con digitizer attivo o “combinato” tipo il N-Trig DuoSense): dimensione del monitor e spessore complessivo del tablet pc. Un tablet troppo “alto” quando il monitor è poggiato sulla tastiera, può risultare scomodo per la scrittura; come anche un monitor eccessivamente piccolo costringe ad andare a capo molto spesso, ma questi sono parametri soggettivi. Un’altra cosa che si deve tenere ben presente e il monitor “antiriflesso”. Se si usa il tablet pc all’esterno della casa, c’è bisogno anche di una adeguata illuminazione, altrimenti diventa difficile. Per la luce del sole, il monitor deve avere almeno 800 nit.

Credo che questi oggetti hanno tutte le carte per poter sostituire la carta stampata. Basti pensare già ai libri, giornali, riviste, che possono essere sostituiti completamente da una lettura su monitor, evitando anche sprechi in termini naturalistici. In ambito scolastico possono sostituire quaderni, penne, libri e creare un clima di collaborazione tra studenti più ampio di ora (basta pensare che si possono inviare decine di pagine, magari di appunti, in pochi secondi tramite bluetooth).

Riferimenti
http://it.wikipedia.org/wiki/Tablet_PC
http://tabletpcitalico.blogspot.com/2007/09/cosa-sono-i-tablet-pc.html
http://tabletpcitalico.blogspot.com/2009/06/breve-guida-alla-tecnologia-dei.html
http://tabletpcitalico.blogspot.com/2009/08/cosa-si-puo-fare-con-un-tablet-pc.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Nit_(unit%C3%A0_di_misura)

set 20

Aggiornamento del sito: La licenza utilizzata passa dalla GNU FDL alla Creative Commons BY-NC-SA.

set 13

Inutile dire di quanto sia importante l’utilizzo del menu di gnome: accesso ai programmi con un “certa velocità”. A volte però l’accesso al menu si rallenta troppo, sopratutto se sono installati molti programmi. Vediamo come velocizzarlo al massimo!

Bisogna creare un file che si chiamerà “.gtkrc-2.0″ (senza virgolette, con il punto iniziale) nella home. All’interno del file dobbiamo scrivere la velocità con cui vogliamo aprire il menu:

gtk-menu-popup-delay = 0

dove 0 (zero) sono i millisecondi per aprire il menu. Quindi in base alle vostre esigenze e capacità del computer scegliete quella che fa più al vostro caso (50, 100, ecc).

Ora bisogna mettere in cache le icone. Se avete un tema personalizzato:

$ gtk-update-icon-cache -f ~/.icons/nometema/

nomecartella è il nome della cartella del vostro tema. Se invece usate un tema di default:

# gtk-update-icon-cache -f /usr/share/icons/nometema/

dove nomecartella è il nome della cartella del vostro tema.

ago 22

A volte capita di aver bisogno di una fonte luminosa, vuoi perchè ci si trova in una particolare situazione o di un blackout, o di qualsiasi altra situazione scura, ci può essere molto utile avere una torcia, anche se non potentissima a portata di mano.
In questi casi ci viene in soccorso Bright Light.
Il programma è scaricabile qui.

Questo programma è compatibile con i symbian 3 edizione fp2 (5320 – 5630 – 5730 – 6210 – 6220 – 6650 – 6710 – 6720 – E52 – E55 – E72 – E75 – N78 – N79 – N85 – N86 – N96) e 5 edizione (5530, 5800, N97 – forse anche OMNIA HD).

Testato su nokia n78: luce del flash si accende all’apertura del programma e si spegne alla sua chiusura. Luce abbastanza intensa per gli usi comuni.

Fonte:
http://www.symbianplanet.net/2009/07/bright-light-usiamo-i-nostri-cellulari-come-fossero-una-torcia/

ago 01

Sincronizzare il cellulare e il computer è una utilità che non tramonta mai: avere i propri appuntamenti e dati sincronizzati ed elaborati tra i due apparecchi, può tornare sempre utile. In questa guida vediamo come sincronizzare un cellulare (io ho usato un nokia con symbian serie 60, terza edizione: n78) e un portatile/computer (testato su debian gnu/linux) via usb.
Innanzitutto bisogna dire che ci sono diverse strade e percorsi per fare questo. La prima è quella di avere un vero e proprio backup dell’agenda, rubrica, sul computer<->cellulare, però a prove fatte risulta un pò scomoda, in quanto ogni attività o contatto è un file. La seconda strada invece ci permette di avere l’agenda sincronizzata in icedove/thunderbird. Questa stessa strada può essere usata anche con evolution, che permette di sincronizzare anche rubrica e note. Partiamo proprio da quest’ultima.

Sincronizzare cellulare e icedove/thunderbird
Innanzitutto per fare questa sincronizzazione, bisogna che a icedove sia installato il plugin lightning/iceowl, ovvero l’agenda:

# aptitude install icedove iceowl-extension

Con questo comando abbiamo installato icedove e l’estensione per l’agenda. Fatto ciò dobbiamo esportare l’agenda (Destro sull’agenda->esporta calendario) e salvarlo nel formato ics. Ora cancelliamo l’agenda e apriamo il file (File->Apri).
Fatto ciò passiamo a installare i pacchetti che ci servono per la sincronizzazione:

# aptitude install libopensync0 multisync-tools opensync-plugin-iceowl opensync-plugin-syncml

Con questi pacchetti abbiamo reso disponibile la sincronizzazione per iceowl.
Il programma che ci interessa è msynctool. Alcuni parametri interessanti sono:

--listplugis => Lista di plugins installati
--addgroup => Crea un nuovo gruppo
--delgroup => Elimina un gruppo esistente
--addmember
=> Aggiunge un membro (plugin) ad un gruppo
-configure => Configua il plugin di un gruppo

Fatta questa panoramica generale, vediamo come sincronizzare.
Innanzitutto creiamo un gruppo e chiamiamolo per esempio “nokia”:

$ msynctool --addgroup nokia

Ora vanno aggiunti 2 plugin:

$ msynctool --addmember nokia syncml-obex-client
$ msynctool --addmember nokia sunbird-sync

Ora dobbiamo trovare il nostro cellulare usb. Attaccatelo al computer e date il comando da root:

# syncml-obex-client -u

A noi interessa quello con la dicitura: “Interface description: SYNCML-SYNC”, ricordatevi quindi il numero di interfaccia.
Ora configuriamo e diamo il seguente comando:

$ msynctool --configure nokia 1

Da quello che ci esce, cancelliamo tutto e scriviamo questo:
<?xml version="1.0"?>
<config>
<bluetooth_address></bluetooth_address>
<bluetooth_channel></bluetooth_channel>
<interface>0</interface>
<identifier>PC Suite</identifier>
<version>1</version>
<wbxml>1</wbxml>
<username></username>
<password></password>
<type>5</type>
<usestringtable>1</usestringtable>
<onlyreplace>0</onlyreplace>
<recvLimit>10000</recvLimit>
<maxObjSize>0</maxObjSize>
<contact_db>Contacts</contact_db>
<calendar_db>Calendar</calendar_db>
<note_db>Notes</note_db>
</config>

dove Interface è il numero di interfaccia che abbiamo trovato poco fa. Usciamo premendo ctrl+x e digitando S e Invio.
Ora procediamo con la seconda configurazione:

$ msynctool --configure nokia 2

Come prima, cancelliamo tutto e scriviamo:
<config>
<file path=”/percorso/file/calendario.ics” />
</config>

dove in path=”" si deve inserire il percorso del file dell’agenda in formato ics che è stata creata all’inizio, esportando l’agenda e riaprendola da icedove.
Fatto ciò abbiamo finito con la configurazione. Ora non ci resta che sincronizzare cellulare e computer, ogni volta che lo si desidera con il comando:

$ msynctool --sync nokia --filter-objtype contact

Sincronizzare cellulare ed evolution
La sincronizzazione è pressochè simile alla procedura che è stata fatta poco fa. Nel momento in cui sono stati installati i pacchetti per la sincronizzazione, invece di installare opensync-plugin-iceowl, installiamo opensync-plugin-evolution. Quando sono stati aggiunti i 2 plugin, invece di aggiungere il secondo (sunbird-sync), aggiungiamolo con:

$ msynctool --addmember nokia evo2-sync

Ora configuriamo il primo plugin come abbiamo visto nella prima parte, e quest’ultimo così:

$ msynctool --configure nokia 2

di quello che esce, selezioniamo tutto e sostituiamolo con:
<config>
<address_path>default</address_path>
<calendar_path>default</calendar_path>
<tasks_path>default</tasks_path>
</config>

con questa configurazione, gli indirizzi, l’agenda e le note vengono aggiornate in quello che è chiamato “Personale”.
Finito. Come per il primo caso, ogni aggiornamento va fatto dando il comando:

$ msynctool --sync nokia

Fare il backup/sincronizzare tutto (agenda, contatti, ecc) in una cartella
Dopo aver visto come sincronizzare il cellulare con iceowl/thunderbird+lightning/iceowl ed evolution, non ci resta che vedere l’ultima cosa, ovvero la prima strada: come fare la sincronizzazione creando diversi file in una cartella, ognuno per un contatto/evento/ecc.
Installiamo, dando il comando:

# aptitude install opensync-plugin-file

Fatto ciò, passiamo a creare i gruppi:

$ msynctool --addgroup nokia
$ msynctool --addmember nokia syncml-obex-client
$ msynctool --addmember nokia file-sync

Il primo (syncml-obex-client) va configurato come abbiamo visto per icedove/thunderbird e evolution. Il secondo invce va configurato creando una cartella (ipotizzando in /home/UTENTE/sync) e dando il comando:

$ msynctool --configure nokia 2

Selezioniamo tutto e sostituiamo con:
<config>
<path>/home/UTENTE/sync</path>
<recursive>FALSE</recursive>
</config>

Salviamo, usciamo. Finito. Ora per la sincronizzazione, diamo il solito comando:

$ msynctool --sync nokia

Riferimenti
http://www.blogtecnologico.it/2007/12/pc-suite-no-grazie-sincronizzare-il-tuo-cellulare-nokia-con-linux/
http://www.stefanolaguardia.eu/2008/08/29/linux-desktop-guida-sincronizzare-thunderbird-lightning-sunbird-con-nokia-n-ed-e-series-via-bluetooth/
http://ubuntrucchi.wordpress.com/2009/01/22/sincronizzare-un-cellulare-symbian-parte-1/
http://ubuntrucchi.wordpress.com/2009/01/22/sincronizzare-un-cellulare-symbian-parte-2/
http://ubuntrucchi.wordpress.com/2009/01/23/sincronizzare-un-cellulare-symbian-parte-3/
http://ubuntrucchi.wordpress.com/2009/01/24/sincronizzare-un-cellulare-symbian-parte-4/
http://ubuntrucchi.wordpress.com/2009/01/25/sincronizzare-un-cellulare-symbian-parte-5/
http://ubuntrucchi.wordpress.com/2009/02/14/sincronizzare-un-cellulare-symbian-parte-6-evolution/

lug 29

Dopo diversi mesi che uso evolution, ho deciso di abbandonare questo programma. Lo ritengo “pesante” esteticamente. A volte si blocca, a volte ci sono dei bug fastidiosi, anche se tutto sommato penso che sia completo. Così dopo una discussione, ho deciso di ritornare a icedove (thunderbird).
In questo articolo vediamo come trasformare icedove, da un semplice client email/newsletter, in un pim[wikipedia] (personal information manager).
Vediamo quale estensioni aggiungere. Alcune sono mirate (come quelle per gnome).

Estensioni di “base”
lightning, l’estensione che permette di avere un’agenda/compiti. Lo si può scaricare da qui. Lo si può trovare nei repository debian, con il nome del pacchetto iceowl-extension.
Quicknote, permette di avere le note. Lo si può scaricare da qui.
ThunderNote, per le note (meno “semplice” di Quicknote; più di 4 note). Lo si può scaricare da qui.
FireTray, permette di ridurre icedove/thunderbird nella sys tray (linux). Lo si può scaricare da qui.

Integrazione in gnome
icedove-gnome-support: integrazione in gnome. Pacchetto presente nei repository debian.
Calendar Thumbnailer, permette di avere un’anteprima dei file ics. Lo si può scaricare da qui.
F-Spot Importer, permette di importare le immagini delle email automaticamente in f-spot. Lo si può scaricare da qui.
Evolution Mirror, aggiunge gli eventi del calendario/impegni nel “Evolution Database Server”, dovrebbe uscire anche nell’applet dell’orologio, quando ci si clicca sopra in questo modo. Lo si può scaricare da qui.
Gnome Open, permette di aprire i file allegati, con il programma preferito per quel file. Lo si può scaricare da qui.

Miglioramento rubrica
MoreFunctionsForAddressBook, permette di aggiungere ulteriori informazioni ai contatti nella rubrica (come i compleanni). Lo si può scaricare da qui.
ThunderBirthDay, sulla base dell’agenda (lightning / estensione iceowl) e MoreFunctionsForAddressBook, permette di avere i compleanni dei contatti direttamente in agenda. Lo si può scaricare da qui.

Altre estensioni utili
ImportExportTools, permette di importare ed esportare le email in vari formati; utile quando si emigra da un altro client email. Lo si può scaricare da qui.
Dismua, permette di vedere il client email del mittente del messaggio. Lo si può scaricare qui. In debian si trova il pacchetto con il nome icedove-dispmua.
Enigmail, permette di cifrare o firmare le email con openpgp. Lo si può scaricare da qui. In debian è presente il pacchetto nei repository.

lug 22

Un’utilità da non sottovalutare e tenere sempre presente è quella del pacchetto apt-listbugs, presente in debian gnu/linux. Questo pacchetto ci segnala se ci sono bug all’interno di un pacchetto. La sua utilità diventa indispensabile nel momento dell’installazione/aggiornamento, in quando prima di procedere controlla eventuali bug e se li trova li elenca e chiede si vuole procedere con l’installazione/aggiornamento. A mio parere, è indispensabile.
Per l’installazione, basta dare da terminale:

# aptitude install apt-listbugs
lug 16

Per molti l’importanza dei formati, video o audio che sia, non ha importanza. Usare mp3, divx, wma, wmv, ecc è una scelta quasi sempre dettata dall’ovvio: c’è una grande diffusione di questi file, poi ci sono i lettori da salotto, perchè non usarli? Altri poi si gettano sulla superficialità: “L’importante è che vedo il video” oppure “L’importante è che ascolto la canzone”.

Spesso però sfugge che è anche questione di libertà e di licenze. Alcuni formati come l’mp3 [wikipedia] sono brevettati, altri come il divx [wikipedia] sono commerciali e non open source. Allora in questa meandra di formati quale scegliere?

Di recente ho sentito parlare di 2 formati, o meglio di 2 contenitori. Bisogna fare una distinzione tra formato e contenitore. L’mp3 è un formato audio, l’avi è un contenitore video+audio. I contenitori che hanno attirato la mia attenzione sono l’ogg e matroska.

Licenza
Sia per l’ogg che per matroska, le specifiche tecniche sono di pubblico dominio. Le librerie per la codifica e la codifica dell’ogg sono rilasciate con licenza BSD, mentre gli strumenti ufficiali sono rilasciati con licenza GNU GPL. Matroska invece ha tra gli obiettivi quello di scrivere gli strumenti e le librerie che possono essere usate dagli sviluppatori. Il tutto con licenza GNU GPL.

Codec supportati
A differenza del matroska, l’ogg ha solo codec open source: nessun codec proprietario e questo già dà un grande vantaggio all’ogg. Il matroska può contenere alcuni formati come il flash, il wmv, mp3, wma, theora, flac, ecc; mentre l’ogg contiene theora, flac, vorbis, speex ed altri.

Supporto
Ad oggi sia l’ogg che matroska possono essere riprodotti sui principali sistemi operativi, quale gnu/linux, windows, mac os. Per quanto riguarda l’ogg, si possono scaricare i programmi indispensabili per i vari sistemi operativi da qui: http://www.vorbis.com/; mentre per matroska: http://www.matroska.org/ e andare nella sezione download. Entrambi i contenitori sono supportati da vlc, che è open source ed è per i principali sistemi operativi. Per il download: http://www.videolan.org/vlc/.

Alcune caratteristiche e curiosità
Sia l’ogg che il matroska sono orientati allo streaming, l’ogg anche all’archiviazione.
Il matroska permette di creare un menu, in stile DVD.
L’ogg permette un concatenamento di più file ogg, facendo una semplice copia (binario) del contenuto dei file che si vogliono concatenare. Per fare ciò con gnu/linux:
cat file1.ogg file2.ogg > newfile.ogg
con il dos:
copy /b file1.ogg+file2.ogg newfile.ogg

Conclusioni
Anche se il matroska offre qualche caratteristica in più come il menu tipo come quello per i DVD, l’ogg sembra più aperto e flessibile, sia con i codec che può incorporare che sono tutti liberi, sia per il concatenamento di più file con un semplice comando e questo fa si che è più facile da portare su diverse architetture.
In conclusione tra matroska e ogg, penso che il miglior contenitore sia l’ogg.

Questo articolo si basa su queste due voci wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ogg
http://it.wikipedia.org/wiki/Matroska

lug 15

L’unione di più pdf in uno solo può risultare molto comodo. Per chi vuole costruirsi a partire ad esempio da un serie di pagine web convertite in pdf, un mini libro, l’unione risulta fondamentale.

Debian nei suoi repository ha già un pacchetto pronto per questo scopo, che funziona a riga di comando, ma che lo si può tranquillamente integrare in Nautilus, mediante le azioni. Vediamo come fare tutto ciò.

Installare pdftk
Il programma che ci serve si chiama pdftk e lo si trova nei repository main di debian. Installiamo dando dal terminale:

# aptitude install pdftk

Per l’unione di più pdf in uno, bisogna dare da terminale questo comando:

$ pdftk FILE1.pdf FILE2.pdf FILEN.pdf cat output OUTPUT.pdf

dove FILE1.pdf FILE2.pdf FILEN.pdf sono i file che si vuole unire e OUTPUT.pdf è il file che contiene l’unione di tutti i pdf.

Integrare pdftk in nautilus
L’integrazione con nautilus avviene mediante le “azioni di nautilus”. Il pacchetto in questione è nautilus-actions, che lo si può installare con il seguente comando:

# aptitude install nautlus-actions

Terminata l’installazione, possiamo andare in Sistema -> Preferenze -> Configurazione azioni di Nautilus. Da qui clicchiamo su Aggiungi. Nella schermata che compare, impostiamo come segue:

Scheda Azione:

  • Etichetta: Unisci PDF (testo a piacere)
  • Percorso: pdftk
  • Parametri: %M cat output %d/A.pdf (A.pdf è il nome del file di destinazione, cioè quello che conterrà tutti i pdf uniti, lo si può sostituire. L’importante è non dimenticare l’estensione: .pdf)

Scheda Condizioni:

  • Nomi dei file: *.pdf
  • Tipo MIME: */*
  • Solo file
  • Appare se la selezione contiene più file o cartelle

Fatto ciò diamo Ok. Ora quando si selezionano i file pdf, basta cliccare con il tasto destro e selezionare Unisci PDF che viene creato un pdf nella stessa cartella che contiene tutti i pdf.

Attenzione: Se l’operazione di unione pdf la fate più volte nella stessa cartella, non dimenticate di spostare ogni volta il file creato in qualche altra cartella, altrimenti viene sovrascritto e perdete l’unione precedente.